Perché sfuso

Un giorno, incuriosita, chiesi a mia nonna come facesse un tempo senza confezioni e bustine varie a fare la spesa. Lei, un po’ sorpresa ci pensò, mi guardò e disse: ” Semplice, il cibo era nei cassetti!”
Inizialmente rimasi decisamente perplessa: da quali cassetti usciva il cibo? Poi continuò a spiegarmi: mi disse che non esistevano ancora supermercati, cassiere, commessi e carrelli ma solo i bottegai, che nelle botteghe c’erano le pastaie, i mobili con i famosi cassetti dotati di finestrelle in vetro per esibire la merce e che questa veniva incartata in fogli o buste di carta ma soprattutto si portavano da casa sacchetti e contenitori.
A parte il fascino che mi suscitò immaginarlo, iniziai a fare due conti e il calcolo, mentre descriveva tutto questo, fu immediato: ” tra me e mia nonna ci sono 50 anni di differenza, non sono tanti pensando a tutti i rifiuti che invadono spiagge, angoli delle città, case e oceani. Come caspita abbiamo fatto!?”

Se in così poco tempo abbiamo creato così tanti rifiuti da non averne il benché minimo controllo forse bisognerebbe iniziare a porsi delle domande. Per fortuna non sono l’unica a scervellarsi sui temi ambientali ma tanti altri lo hanno fatto prima e meglio di me.

A volte è giusto non fermarsi e non tornare indietro. A volte invece, soprattutto quando la velocità è troppo forte, è bene fare una pausa, guardare al passato e prendere spunto. Ecco da dove nasce Semelomangio!